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IL DESIGN

PER PROTEGGERE LA TUA CREATIVITÀ


Cos’è il design

Il design è la manifestazione progettata e consapevole di scelte dirette a caratterizzare la forma percepibile di prodotti con funzioni tecnico-pratiche.

L’obiettivo di un designer è quello di rendere più attraente la scelta di un prodotto per l’acquirente finale a parità di soddisfacimento per le caratteristiche e prestazioni funzionali. L’obiettivo di un designer, quindi, è combinare “funzione” e “forma” al fine rendere coerente il vincolo funzionale con l’opzione estetica. Le imprese, che si affidano nella realizzazione e/o promozione dei propri prodotti a designer, considerano tale risorsa come uno strumento di marketing molto efficace, permettendo di evidenziare la diversità diretta ad attrarre le scelte del consumatore finale sul bene rivestito di design.

La normativa comunitaria ha chiarito tale concetto fin dal 1998 (direttiva 98/71) e l’Italia si è uniformata nel 2001.

Ad oggi qualsiasi realizzazione visibile di caratterizzazioni bidimensionali (disegni) o tridimensionali (modelli) può formare oggetto di registrazione, sia a livello nazionale che comunitario.

La protezione con registrazione

La registrazione nazionale (effettuabile presso le locali unità UPICA delle Camere di Commercio che cooperano con la Direzione Lotta alla Contraffazione - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) consente di costituire un‘esclusiva rinnovabile per 5 anni, fino alla durata massima di 25 anni. Maggiori dettagli sulla registrazione nazionale sono reperibili sul sito dell’UIBM all’indirizzo: www.uibm.gov.it.

La registrazione comunitaria, di pari durata, consente una copertura territoriale pari a tutti gli Stati dell’Unione Europea. La legislazione può essere effettuata direttamente presso l’Ufficio Comunitario per l’Armonizzazione del Mercato Interno (OAMI) con sede ad Alicante, in Spagna. Maggiori dettagli sulla registrazione comunitaria sono reperibili sul sito dell’OAMI all’indirizzo: www.oami.eu.

È significativo sottolineare che la durata massima della protezione esclusiva è superiore a quella prevista per le invenzioni industriali. Ciò dimostra la significativa rilevanza dell’aspetto di design nelle politiche di sfruttamento commerciale.

Può formare oggetto di registrazione l’aspetto dell’intero prodotto o di una sua parte quale risulta, in particolare, dalle caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento.

È fondamentale sottolineare che solo le parti naturalmente percepibili di un design possono formare oggetto di registrazione. Infatti, la forma di un motore interno all’autovettura o la batteria di un cellulare coperta da un rivestimento di protezione, non essendo visibili durante l’uso normale del prodotto, non potranno formare oggetto di valida protezione.

Il design è spesso anche combinato a caratteristiche di funzionalità tecnica. Tuttavia non può formare oggetto di registrazione una forma che sia unicamente necessitata dalla sua funzionalità, ad esempio il design di una forma di presa da corrente elettrica o di un connettore USB.

Se peraltro il design è idoneo a costituire una soluzione di interconnessione che permetta combinazioni non univoche, e quindi potenzialmente infinite, esso costituirà un sistema modulare riconosciuto come proteggibile dalla norma.

I requisiti per la valida registrazione

Non tutte le caratterizzazioni di aspetto possono ambire alla protezione per registrazione. La normativa infatti richiede la presenza di determinati requisiti:

• Novità;
• Carattere individuale.

Per essere nuovo un design non deve essere identico ad altro design precedentemente messo a disposizione del pubblico.

A differenza di quanto previsto per le invenzioni industriali non vi è l’obbligo tassativo di registrare il proprio design prima di qualsiasi forma di divulgazione (partecipazione a fiere, lanci pubblicitari, presentazioni alla clientela) pena la perdita del requisito della novità. Solo per il design l’Unione Europea ha previsto un trattamento del tutto particolare: il cosiddetto “anno di grazia”. Secondo tale disposizione è possibile depositare le domande di registrazione entro 12 mesi dalla prima forma di messa a disposizione al pubblico. Il motivo di tale favore va letto nella tipica origine individuale delle opere di design i cui autori spesso si trovano nella difficoltà di promuovere e negoziare con aziende terze le possibili forme di sfruttamento di tali design. Pertanto è naturale che, prima di iniziare la fase di registrazione, il singolo designer sia interessato a comprendere l’interesse del mercato verso la sua soluzione estetica. L’impiego di tale privilegio per altro genera qualche difficoltà nel dimostrare quale soggetto abbia un diritto prevalente rispetto a queste forme di pre-divulgazione in assenza di una data certa che si ottiene solo con la registrazione.

Il sistema comunitario del design “non registrato” e la concorrenza sleale

Tenendo conto del fatto che spesso in alcuni settori le innovazioni di design sono vincolate da un breve ciclo di vita del prodotto (tessile e abbigliamento), l’Unione Europea ha altresì previsto un istituto diretto a proteggere le opere di design in assenza di registrazione successivamente al “periodo di grazia”. Tale strumento è chiamato “design non registrato” e protegge in tutta l’Unione Europea un design che avrebbe potuto essere registrato (ma che evidentemente non ha formato oggetto di registrazione) da copie intenzionali. La durata di tale protezione è limitata a tre anni. Peraltro, questo non significa che dopo i tre anni il disegno non registrato sia liberamente copiabile, ma solo che la sua difesa da imitazioni sarà devoluta alla disciplina della concorrenza sleale nei soli Paesi in cui il prodotto originale sia stato effettivamente commercializzato prima di eventuali copie.


IL CASO FRANCISFRANCIS! X1 UN DESIGN UNICO E DISTINTIVO

In due recenti sentenze la Sezione Specializzata in Materia di Proprietà Industriale ed Intellettuale del Tribunale di Milano ha stabilito che integra atto di concorrenza sleale per imitazione servile, sanzionabile ai sensi dell’art. 2598, n. 1 c.c., la riproduzione degli elementi caratterizzanti la forma della macchina da caffé FrancisFrancis! X1, ideata da Luca Trazzi, e prodotta e commercializzata dall’azienda leader nel settore del caffé di alta qualità, ILLY. Il tipico stile retrò, ispirato al concetto della Fiat 500, è tale da rendersi “apprezzabile sul piano distintivo” che viene in considerazione in materia di concorrenza sleale.

Ciò determina, secondo il Collegio milanese, che i prodotti oggetto di contestazione richiamano, a livello di impressione generale, nella mente del consumatore medio l’immagine fissata dalla macchina di ILLY.

Il successo della FrancisFrancis! X1 è rintracciabile nel suo carattere post-moderno, nella rottura da parte dell’autore dei classici stilemi della macchina da caffé. Prendendo spunto da elementi del mondo dell’auto d’epoca, il designer Luca Trazzi ha realizzato un risultato estetico del tutto nuovo ed inaspettato, traslando un’opera unanimemente riconosciuta tra le più alte manifestazioni del design italiano, la FIAT 500, ad un apparecchio nuovo, che acquista un gusto retrò grazie, anche, al richiamo del colpo d’occhio offerto dal celebre cruscotto.


Il carattere individuale del design

La novità però non è l’unico requisito, anzi quello più importante è il carattere individuale che il design deve possedere. Come in precedenza evidenziato, il carattere individuale non significa essere dotato di un valore estetico, ma semplicemente di poter provare una “diversità” rispetto alle altre forme di design nel medesimo settore.

Il grado di diversità che un design deve possedere dipende dal grado di affollamento del settore di riferimento. In particolare, in settori molto affollati (tipo quello dei bottoni o delle sedie) non sarà facile riuscire ad essere molto diversi dai design già esistenti. Sarà pertanto sufficiente anche una modesta diversità per giustificare l’esistenza di una registrazione.

 

ILLY in numerose decisioni giudiziarie dal 2005 ad oggi ha visto riconosciuto il proprio diritto esclusivo sulla forma della tazzine e del suo manico ad anello, considerato come chiaramente individualizzabile all’interno dell’affollatissimo settore delle tazzine da caffè, riconoscendo un ambito di protezione all’esclusiva rispetto alle possibili varianti dimensionali.

Lo stesso è accaduto all’azienda d’arredemento CALLIGARIS che con una sentenza del novembre 2007 ha visto riconosciuto il proprio diritto esclusivo su ben 5 modelli specifici di sedie, rilevando espressamente che quanto più il settore è affollato, ovvero caratterizzato da prodotti tutti molto simili tra loro, tanto più variazioni anche di piccolo dettaglio acquistano rilievo.

Al contrario, in settori scarsamente affollati, il livello di diversità richiesto sarà superiore.

È evidente, comunque, che più il design applicato al settore di riferimento prevede soluzioni creative, maggiore sarà la sua forza in termini di individualità.


 

IL CARATTERE INDIVIDUALE DEI MODELLI DI CALZATURE FILANTO

Nel settembre del 2006 la Corte di Napoli emise un provvedimento cautelare al fine di confermare l’esclusiva della registrazione per modello di FILANTO nei confronti di imitazioni di calzature che pur aggiungendo elementi decorativi molto visibili (in particolare il nome di lottatori di wrestling) in realtà costituivano una ripresa identica dei caratteri individuali del modello (forma della tomaia, impuntatura, suola ecc.).

Tale decisione eliminò l’equivoco sorto nella prima fase secondo cui l’uso dei nomi dei lottatori in bella vista avrebbe escluso un rischio di confusione. La Corte ha chiarito che nel settore del design il rischio di confusione (presente o no) non rileva: conta l’oggettiva verifica della ripresa dei caratteri individualizzanti il design in un’ottica complessiva del prodotto finale cui sono applicati. Quindi varianti chiaramente distinguibili come imitazioni (non idonee a confondere il consumatore in relazione al prodotto originale) non potranno che essere considerate degli illeciti.


 

Design e Copyright

Il vantaggio di avere una registrazione consiste nella possibilità di opporre a qualsiasi terzo l’esistenza dei propri diritti esclusivi, a prescindere dal fatto che il terzo sia in buona o mala fede e a prescindere dal fatto che il design imitato possa essere considerato confusorio o no con il design originale.

È infine importante segnalare la possibile cumulabilità in ordine alla tutela di una forma tra la disciplina sul design e quella prevista per il diritto d’autore. Tale protezione offre una durata temporale estremamente maggiore (tutta la vita dell’autore più settant’anni dopo la sua morte).

Tuttavia non tutte le opere del design possono accedere a tale protezione in quanto la normativa italiana, in maniera restrittiva rispetto ad altri Paesi, impone la necessità di provare la sussistenza di un “valore artistico” nell’opera di design industriale.

Ad oggi solo pochi casi hanno visto il riconoscimento di tale requisito.

Tale protezione aggiuntiva sembra infatti essere riservata solo alle opere “epigonali”, che in virtù del tempo e del successo ottenuto sono idonee ad essere qualificate come “icone” espressive oltre a svolgere la loro tipica funzione industriale.


RICONOSCIUTA LA TUTELA ANCHE PER OPERE DI GRANDE VALORE

Nel dicembre 2006 la Corte di Milano riconosce, all’interno di un provvedimento di natura cautelare, la dignità di opera di design industriale ai sensi del diritto d’autore alla lampada Arco disegnata dai fratelli Achille e Piergiacomo Castiglioni nel 1962.

La decisione, confermata in sede di reclamo, costituisce, unitamente all’altro caso parallelo Panton Chair, un punto di rottura con la precedente tradizione giurisprudenziale che negava la tutela autorale ad opere di grande valore (ad esempio si negò negli anni ’90 tutela alla famosa chaise longue di Le Corbusier).

Il valore artistico della lampada è stato riconosciuto in concreto grazie alla valutazione oggettiva che in molteplici contesti le è stata attribuita. Essa è stata infatti ritenuta idonea ad essere considerata come un simbolo culturale stilistico degli anni ’60.



Avv. Giovanni Casucci
Studio Legale Casucci

 

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